Potatura pesco

Potatura

Potatura pesco, come eseguirla

La potatura del pesco, se eseguita a regola d'arte, permette di avere frutti invitanti e succosi da gustare nelle giornate più calde.

di Redazione

19 dicembre 2016

Caratteristiche e funzioni

Tra le varie piante da frutto, il pesco è una specie che richiede cure ed attenzioni particolari. Per ottenere abbondanti raccolti di frutta occorre innanzitutto procedere una o due volte all'anno alla completa rimozione di quei rami che si presentano secchi o danneggiati. Nel fare questa operazione occorre evitare errori che potrebbero compromettere la salute della pianta e la produzione di frutti. Innanzitutto il taglio dovrà essere eseguito con cesoie ben affilate, che permettano di effettuare tagli puliti. In caso contrario si potrebbe andare incontro a malattie della pianta. Nella scelta dei rami da eliminare fare sempre attenzione a non seguire esclusivamente il fattore estetico, ma dare la priorità al portamento naturale del pesco. I rami che rimangono dovranno sempre avere almeno un germoglio.

Periodo di intervento

Il periodo migliore per intervenire con la potatura del pesco è diverso a seconda dell'età della pianta e della zona climatica in cui ci troviamo. Una pianta di pesco giovane richiede infatti due diverse potature nel corso dell'anno. La prima dovrà essere effettuata alla fine dell'inverno, quando la pianta si trova ancora in fase di riposo vegetativo. Sarà questo intervento a determinare la quantità e la qualità della produzione di frutti. In questa fase occorre procedere all'eliminazione di rami rovinati con conseguente rafforzamento della pianta. Se la zona climatica in cui ci troviamo è a rischio gelate anche tardive, è consigliabile posticipare questa potatura ad inizio aprile, quando è già iniziata la fioritura. Una seconda potatura, detta di formazione, andrà effettuata nei mesi estivi. Quando la pianta avrà superato i quattro anni di età è possibile procedere con una sola potatura annuale, da eseguire durante il periodo invernale. In tutti i casi la potatura dovrà avere come obiettivo principale quello di contenere la pianta in altezza abbassando i rami.

Diverse tipologie di potatura del pesco

La potatura del pesco deve rispettare una doppia funzione: estetica e funzionale. Tra le diverse tecniche di potatura troviamo quella denominata di formazione, che serve a confluire alla pianta un aspetto elegante, con rami ben spaziati che facilitano l'accesso ad ogni punto della chioma per una raccolta di frutti agevole. L'altra potatura, quella di produzione, è volta ad assicurare la presenza di una grande quantità di frutti. I tagli eseguiti dovranno servire a lasciare una piccola quantità di rami, nei quali la pianta concentra tutta la sua forza. La produzione di frutti inizia molto presto. Già dal secondo anno di vita la pianta presenterà una quantità discreta di pesche, destinata ad aumentare nel corso del tempo fino a raggiungere, intorno al quinto anno di vita, la piena produzione. Nella scelta dei rami da tagliare occorrerà tenere presente che il pesco inizia a fruttificare sui rami di un anno.

Particolari tipologie di potatura

Il pesco è una pianta con la tendenza a svettare verso l'alto. Per evitare che questo si innalzi troppo, e per permettere alla chioma di conservare un aspetto compatto, si ricorre spesso alla cimatura. Questa tecnica, detta anche potatura verde, prevede il taglio dei nodi finali del ramo. La scacchiatura invece consiste nell'asportazione di una parte dei germogli presenti sulla pianta, per permettere a quelli rimasti di crescere in maniera più forte e vigorosa. I germogli che sono considerati inutili, e che quindi assorbono parte della linfa vitale della pianta senza apportare alcun beneficio alla produzione di frutti, sono quelli rivolti verso il basso o verso l'alto. Questa tecnica risulta particolarmente utile in piante che mostrano difficoltà di crescita. Infine tra le tecniche di potatura speciali, troviamo la decorticazione anulare, ovvero l'asportazione dell'ultimo anello della corteccia. Attraverso la decorticazione anulare permetteremo alla parte apicale del ramo di fruttificare con maggiore abbondanza.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare il pesco?
    La tempistica dipende dall'età della pianta e dal clima. Per i giovani esemplari si effettuano due interventi: uno a fine inverno (o inizio aprile se ci sono rischi di gelate tardive) e uno estivo di formazione. Dopo i quattro anni di età, basta una singola potatura invernale. L'intervento primaverile determina la quantità e qualità della frutta, mentre quello estivo aiuta a contenere la crescita.
  • Quali rami bisogna assolutamente rimuovere durante la potatura?
    Bisogna eliminare prioritariamente i rami secchi, danneggiati o malati per prevenire infezioni. È fondamentale usare cesoie ben affilate per fare tagli puliti. Non scegliere solo in base all'estetica, ma segui il portamento naturale della pianta. Rimuovi i getti rivolti verso l'alto o il basso che assorbono linfa senza produrre frutti, lasciando solo i rami sani con almeno un germoglio.
  • Cosa sono la scacchiatura e la decorticazione anulare?
    Sono tecniche di potatura verde o speciale. La scacchiatura consiste nell'asportare i germogli inutili (soprattutto quelli verticali) per concentrare la forza della pianta sui rami produttivi. La decorticazione anulare prevede l'asportazione di un anello di corteccia sul ramo: questa pratica stimola la parte apicale a fruttificare con maggiore abbondanza, migliorando la resa del raccolto.
  • Come si gestisce l'altezza del pesco?
    Il pesco tende naturalmente a svettare verso l'alto. Per mantenerlo compatto e accessibile, si usa la cimatura (taglio delle punte dei rami) e la potatura generale ha come obiettivo principale contenere l'altezza abbassando i rami. Questo facilita sia la raccolta dei frutti, sia le operazioni di manutenzione e trattamenti fitosanitari, mantenendo una chioma equilibrata.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, drenante, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni
FiorituraPrimavera (marzo-aprile)
Altezza3-6 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaInvernale (di allevamento/produzione) ed estiva (verde)
MoltiplicazioneInnesto su seme di pesco selvatico o mandorlo
Malattie e parassitiMonilia, ticchiolatura, afidi, cocciniglie, baco bianco
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile alle malattie crittogamiche e ai gelate tardivi)