Fiori dell'albero di castagno

Alberi Latifolie

Albero castagno

L’albero di castagno cresce spontaneamente in molte zone d’Italia dando vita a boschi molto fitti. Si sviluppa in terreni prevalentemente acidi e la sua coltivazione non è particolarmente impegnativa. I suoi frutti sono stati a lungo l'alimentazione base di molti paesi montani della nostra nazione.

di Redazione

19 settembre 2014

Caratteristiche principali dell’albero di castagno

L’albero di castagno è originario dell’Asia ma attualmente cresce spontaneamente in molte zone dell’Europa meridionale. In alcune regioni d’Italia il frutto di questa pianta ha contribuito a sconfiggere la fame nella prima metà del Novecento. Tutt'oggi le castagne continuano ad essere una buona fonte di guadagno per chi le raccoglie e le lavora per produrre farina o altre specialità. In questo ultimo decennio i castagni hanno subito un feroce attacco da parte di un parassita arrivato direttamente dall’Asia. Colpisce le gemme in via di sviluppo e non permette alla pianta di far crescere né le foglie né i cardi contenenti le preziose castagne. Sono stati distrutti interi castagneti e per il momento non esiste alcun trattamento specifico per evitare questo problema.

Varietà e porta innesti del castagno

Se avete intenzione di mettere a dimora qualche albero di castagno nel vostro giardino o in un bosco di vostra proprietà, scegliete con cura la varietà per evitare spiacevoli sorprese. Le varie specie di castagno vengono suddivise in quattro gruppi ovvero i marroni, le castagne, gli ibridi euro giapponesi e le giapponesi. I marroni sono i frutti più adatti per essere consumati freschi perché la buccia non penetra all’interno della polpa e sono facili da pulire. Hanno un sapore dolce apprezzato da chi li adopera per realizzare prodotti industriali come la crema vanigliata o i noti marron glacé. Le varietà euro giapponesi sono apprezzate per le produzioni anticipate che iniziano già a settembre, quando i marroni o le altre varietà di castagne ancora devono maturare.

Tecnica di coltura

L’albero di castagno viene allevato con diverse metodologie a seconda della varietà in questione. Solo in casi rari si eseguono potature ma in ogni caso devono essere privati dei polloni perché altrimenti creano dei folti cespugli in prossimità del tronco. Le potature vere e proprie servono per eliminare i rami essiccati. E' necessario disinfettare gli arnesi adoperati fra un taglio e l’altro perché le ferite possono infettarsi con estrema facilità e se vengono contagiate dal cancro, la pianta muore in poco tempo. Per quanto riguarda la coltivazione in vaso, alle piante vengono lasciate solo tre o quattro branchie principali quando ancora sono molto giovani. Successivamente si recidono i rami collaterali per evitare che gli alberi perdano la loro impostazione.

Produzioni

Le piante non portano a maturazione tutti i frutti in uno stesso momento e per tale ragione è indispensabile effettuare la raccolta almeno due o tre volte nell’arco di un mese. Tuttavia è possibile battere i cardi che ancora non hanno lasciato cadere le castagne con dei bastoni. Le castagne vengono adoperate in modi diversi. Dopo la loro essiccatura possono essere trasformate in farina dolce, ottima per addizionare a quella di frumento per realizzare pasta fatta in casa o pane dal sapore decisamente insolito. La polenta di castagne in molte regioni viene consumata assieme ai salumi o con piatti di cacciagione arricchiti con salsa di pomodoro. Le castagne possono essere consumate crude oppure lessate in acqua salata o arrostite in padelle forate sulla brace.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di castagno disponibili?
    Il castagno si divide in quattro gruppi principali: i marroni, caratterizzati da una buccia facile da rimuovere e un sapore dolce ideale per il consumo fresco o la crema; le castagne tradizionali, più piccole e adatte a vari usi culinari; gli ibridi euro-giapponesi, apprezzati per la produzione anticipata che inizia già a settembre; e le varietà giapponesi. Scegliere la varietà giusta è fondamentale per adattarla allo scopo desiderato, sia esso il consumo diretto, la trasformazione industriale o la raccolta precoce.
  • Come si effettua la potatura del castagno?
    La potatura del castagno è generalmente minima e necessaria solo in casi specifici. È fondamentale rimuovere costantemente i polloni che crescono alla base del tronco per evitare la formazione di cespugli densi. Le potature strutturali servono principalmente per eliminare i rami secchi o malati. Attenzione: gli attrezzi devono essere disinfettati tra un taglio e l'altro per prevenire infezioni fungine letali come il cancro corticale. Nelle piante in vaso, si mantengono solo tre-quattro branche principali nelle fasi giovanili.
  • Che cos'è il parassita asiatico che colpisce i castagni?
    Negli ultimi decenni, i castagneti italiani subiscono attacchi gravi da un parassita originario dell'Asia. Questo agente danneggia le gemme in fase di sviluppo, impedendo alla pianta di produrre foglie e i ricci contenenti le castagne. Il risultato è spesso la morte degli alberi e la distruzione intera dei castagneti colpiti. Ad oggi, non esistono trattamenti specifici efficaci per prevenire o curare definitivamente questa piaga, rendendo la prevenzione e la selezione di varietà resistenti aspetti cruciali.
  • Quando e come si raccolgono le castagne?
    La maturazione delle castagne non avviene in modo sincrono, quindi la raccolta richiede almeno due o tre passaggi nell'arco di un mese per cogliere i frutti a perfetto stadio. Si possono raccogliere quelle cadute a terra o, per i ricci ancora chiusi, si può battere delicatamente la chioma con bastoni per farle cadere. Una volta raccolte, le castagne possono essere conservate essiccate per produrre farina, oppure consumate fresche lessate, arrostite sulla brace o crude, a seconda della preferenza culinaria.
  • In che tipo di terreno cresce meglio il castagno?
    L'albero di castagno predilige terreni prevalentemente acidi e ben drenati. Cresce spontaneamente in molte zone d'Italia, formando boschi fitti, il che indica una buona adattabilità agli ambienti naturali collinari e montani. Sebbene la coltivazione non sia particolarmente impegnativa, la scelta di un suolo con pH acido favorisce uno sviluppo sano della pianta. Evitare terreni troppo calcarei o ristagnanti è essenziale per prevenire problemi radicali e garantire la longevità dell'albero.

Scheda Tecnica

FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero latifoglio deciduo
OrigineAsia (spontaneo in Europa meridionale)
EsposizionePieno sole
TerrenoPrevalentemente acido, ben drenato
IrrigazioneModerata, regolare nei primi anni
FiorituraPrimavera-Estate (infiorescenze a spiga)
AltezzaGrande albero (fino a 20-30 metri)
ConcimazioneNon specifica nel testo
PotaturaLimitata, eliminazione polloni e rami secchi
Malattie e parassitiCancro corticale, parassita asiatico delle gemme
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a patogeni specifici)

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