albero del platano di Ippocrate

Alberi Latifolie

Platano albero

"Fai un figlio, scrivi un libro e pianta un albero": è un adagio africano che indica lo scopo della vita. L’albero del platano ben si presta a questo fine: è una bellissima pianta secolare la cui storia ha radici antiche. Ecco una guida con notizie utili sulle sue origini e su come coltivarlo.

di Redazione

19 settembre 2014

L'albero del platano: la sua storia

Il platano comune o "platano acerifolia", appartiene alla famiglia delle platanaceae, che comprende una dozzina di specie. Il termine platano deriva dal greco "platanos", poi mutuato dal latino "platus", che significa "largo": infatti l’albero del platano si estende molto in larghezza e questo lo rende perfetto come pianta da ombra. In Europa era presente già durante il Cretaceo, poi scomparve nell’era glaciale, ma ricomparve subito dopo. Era già molto apprezzato all’epoca dei greci e dei romani: lo usavano per fare ombra nei luoghi in cui praticavano esercizi di ginnastica. E’ una delle latifoglie più conosciute perché orna spesso viali, piazze, parchi e giardini cittadini; l’albero del platano comune è però in realtà il risultato di un incrocio fra due altri platani dal differente fogliame: il platano occidentale e il platano orientale. E’ un albero secolare, con una durata di vita che va dai 500 fino –in casi eccezionali- ai 2000 anni. Il platano d’Ippocrate, a Kos, nel Dodecaneso, ha più di 2000 anni: ha una circonferenza di 14 metri di diametro e si compone di più tronchi molto usurati dal tempo.

L'albero del platano comune

Il platano comune appartiene al gruppo degli alberi a latifoglie ed è un ibrido nato dall’incrocio fra il platano occidentale (originario degli Stati Uniti d’America) e il platano orientale (originario dell’Asia minore e dei Balcani). E’ arrivato in Italia verso la fine del 1600. L’albero del platano comune può arrivare ad un’altezza di 30 metri e ce ne sono alcuni che hanno anche 1000 anni d’età. Il tronco è diritto, con una corteccia a scaglie giallastre. Ha foglie caduche di grandi dimensioni (possono misurare anche 20 cm), coriacee, leggermente dentate, con tre o sette lobi. I suoi germogli sono ricoperti di una peluria marrone che rimane sulle foglie per un certo periodo prima di disperdersi nell’aria. I frutti sono sferici e pelosi e crescono all’apice dei rami, solitari o a gruppi di 2 o 5: maturano in autunno e si disperdono nel vento a primavera. Ha una crescita rapida, soprattutto se messo a dimora in un terreno profondo e fresco. Tollera molto bene le potature ma attenzione alle ferite che possono permettere lo svilupparsi di un fungo mortale per la pianta. È un albero molto resistente e non necessita di cure particolari.

L'albero del platano occidentale

Il platano occidentale è originario degli Stati Uniti e si distingue per le foglie composte unicamente da tre lobi (raramente da cinque), di forma triangolare, più larghe che lunghe e con dentellature affilate. Hanno inoltre la particolarità di colorarsi solo di giallo, in autunno (cosa che le differenzia dalle altre specie di platani). È di cultura più facile rispetto a suo cugino, il platano orientale. Gli basterà essere messo a dimora in una buca profonda, con un buon terriccio per giardino e annaffiature regolari per il primo periodo della crescita. Ama un terreno argilloso misto a sabbia, preferibilmente neutro o alcalino (ma sopporta anche un suolo leggermente acido). In base alla crescita, occorrerà potare i rami secondari e quelli che disturbano uno sviluppo armonioso della sua forma. In seguito non richiederà nessuna attenzione particolare. Può essere piantato isolato, per godere della sua ombra, oppure affiancato ad altre specie di platani.

L'albero del platano orientale

L'albero del platano orientale è una bellissima pianta ornamentale. È originario del Sud-Est dell’Europa e dei Balcani. Si caratterizza per le foglie palmato lobate, molto frastagliate, con la pagina superiore di un bel verde brillante e con quella inferiore d’un verde più pallido e leggermente pelosa. La corteccia è grigia con squame che variano dal crema al rosato. E’ una specie più delicata rispetto agli altri platani e richiede un suolo di buona qualità: argilloso misto a sabbia, non troppo drenato e non troppo ricco. Sopporta la siccità ma solo per brevi periodi. In giardino va posto in un luogo soleggiato ma riparato dal vento. Se gli inverni sono rigidi, va protetto con una copertura di tessuto non tessuto. Da noi, i romani coltivavano il platano orientale già nel 400 a.C. Il piccolo villaggio di Corsham, nel Sud-Est dell’Inghilterra, fino al 1990 ne ospitava uno la cui superficie si estendeva su una larghezza di 200 metri. Inoltre, nel giardino delle piante di Parigi, è possibile ammirare ancora oggi un platano orientale che fu piantato personalmente dal naturalista francese George Louis Leclerc de Buffon.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il platano comune e le altre specie?
    Il platano comune (Platanus × acerifolia) è un ibrido sterile nato dall'incrocio spontaneo tra il platano occidentale e quello orientale. A differenza del platano occidentale, che tinge le foglie solo di giallo in autunno, e di quello orientale, dalle foglie più frastagliate e delicate, il comune presenta foglie con 3-7 lobi, corteccia a scaglie giallastre e una crescita rapida. È la specie più diffusa in Europa per la sua resistenza e la capacità di formare ampie chiome ombrose, ideale per viali e parchi urbani.
  • Quanto vive in media un albero di platano?
    Il platano è una pianta estremamente longeva, classificabile come secolare. La sua aspettativa di vita varia comunemente tra i 500 e i 1000 anni. In casi eccezionali, come il famoso Platano di Ippocrate a Kos, può superare i 2000 anni. Questa longevità è resa possibile dalla sua robustezza strutturale e dalla capacità di rigenerare tessuti, purché non subisca danni gravi al tronco che potrebbero favorire infezioni fungine fatali.
  • Come si effettua la potatura del platano?
    Il platano tollera molto bene le potature, specialmente sui rami secondari per mantenere l'armonia della forma. Tuttavia, è fondamentale prestare massima attenzione alle ferite prodotte dal taglio. Le lesioni sul tronco o sui rami principali possono permettere l'ingresso di funghi patogeni mortali per l'albero. Si consiglia di effettuare interventi chirurgici precisi e, se necessario, trattare le piaghe con appositi cicatrizzanti per proteggere la pianta da infezioni letali.
  • Che tipo di terreno e irrigazione richiede il platano comune?
    Per una crescita ottimale, il platano comune predilige terreni profondi, freschi e ben strutturati, idealmente argillosi-misti a sabbia, con pH neutro o alcalino. Tollera anche suoli leggermente acidi. Nelle prime fasi di crescita, specialmente se messo a dimora in vaso o in contenitori limitati, richiede annaffiature regolari. Una volta stabilito, l'albero adulto mostra una discreta tolleranza alla siccità, rendendolo adatto anche a contesti urbani secchi.
  • Quando maturano i frutti del platano e come si disperdono?
    I frutti del platano sono infruttescenze sferiche, pelose e legnose, che crescono appese ai rami, solitamente in gruppi da 2 a 5. Maturano durante l'autunno, rimanendo attaccati all'albero per tutto l'inverno. La dispersione avviene grazie al vento (anemocoria) nella primavera successiva, quando i semi vengono rilasciati insieme alla peluria che li avvolge, permettendo la colonizzazione di nuove aree vicine alla pianta madre.

Scheda Tecnica

Platanus × acerifolia

Nome scientificoPlatanus × acerifolia
FamigliaPlatanaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo a grande chioma
OrigineIbrido naturale tra Platanus occidentalis e Platanus orientalis
EsposizionePieno sole, riparato dal vento forte
TerrenoProfondo, fresco, argilloso-sabbioso, neutro-alcalino
IrrigazioneRegolare nei primi anni, tollerante alla siccità adulta
FiorituraInfiorescenze globose sferiche e pelose (autunnali)
AltezzaFino a 30 metri
ConcimazioneNon necessaria, pianta robusta e poco esigente
PotaturaConsentita, evitare ferite aperte per prevenire funghi letali
MoltiplicazioneSeme (dispersione anemofila primaverile)
Malattie e parassitiSusceptible a funghi mortali tramite ferite al tronco
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, pianta resistente e longeva

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