Oleandro Nerium Oleander

Piante da giardino

Oleandro

Elegante e decorativo, l'oleandro va curato regolarmente, ma sempre facendo attenzione a non entrare in contatto con il suo potente veleno

di Redazione

16 dicembre 2015

Caratteristiche dell'oleandro

Di grande suggestione ed eleganza, l'oleandro è una pianta diffusa sin dall’antichità con funzione ornamentale, per via dei suoi fiori dal colore acceso. L’oleandro, o Nerium Oleander, è originario delle terre asiatiche e vanta ampia diffusione anche nel Mediterraneo, dove è naturalizzato e trova un clima particolarmente adatto al suo sviluppo. L’oleandro è un arbusto che tende a svilupparsi in dense macchie su substrati ciottolosi e, negli ambienti più idonei, può raggiungere anche i 3 o 4 metri di altezza. Si tratta di una pianta arbustiva sempreverde dalle foglie lanceolate e coriacee, con margine intero, dotata di fiori che a seconda della tipologia di pianta possono essere bianchi, color crema oppure di un rosa più o meno acceso che garantisce l’elevato potere decorativo di questa pianta, diffusa in tutta Italia sia come vegetazione naturalizzata, nelle aree con maggiore possibilità di luce e temperature elevate, sia come coltivazione in vaso per arricchire giardini e terreni privati, appartamenti e balconi. Il nome stesso dell’oleandro denota l’elemento principale per la sua diffusione: nerium rimanda al termine latino per indicare l’acqua. E’ proprio nei pressi dei corsi d’acqua che l’oleandro si sviluppa in modo spontaneo. Nelle zone dal clima più temperato, invece, per essere coltivato richiede una adeguata protezione dal freddo.

Coltivazione e cura

A seconda delle caratteristiche ambientali, l’oleandro può essere coltivato in terreno aperto oppure richiedere una adeguata protezione: non sopporta, infatti, l’esposizione a temperature inferiori ai cinque gradi. Nel periodo che va da aprile a ottobre l’arbusto deve essere annaffiato abbondantemente, mentre nel corso del periodo invernale sarà sufficiente inumidire il terreno. L’esposizione consigliata è quella che permette all’oleandro di ricevere i raggi diretti del sole il più a lungo possibile nel corso della giornata. Si tratta di una pianta in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di terreno, ma se si vuole rendere ancora più rigogliosa si consiglia di provvedere, nel corso del periodo primaverile e con cadenza quindicinale, alla distribuzione di un concime granulare e di sangue di bue. Le principali minacce per l’oleandro sono le cocciniglie cotonose o brune, che possono diffondersi soprattutto in caso di clima caldo e secco. La soluzione consiste nell’utilizzo di un prodotto anticoccidico e nell’asportazione degli eventuali parassiti presenti utilizzando un batuffolo di cotone impregnato di acqua e alcol.

Potatura e moltiplicazione

Gli oleandri si moltiplicano per seme oppure per talee nel corso del periodo estivo. Le talee possono essere messe a radicare all’interno di un apposito cassone da moltiplicazione, accuratamente riempito con torba e sabbia. Il terreno deve essere mantenuto costantemente umido e posizionato in luogo nel quale venga garantita una temperature non inferiore ali 15 gradi. Le talee verranno ricavate dai germogli semimaturi prelevando porzioni lunghe dai 5 agli 8 cm. In alternativa, le talee possono essere messe a radicare anche in acqua, purchè le condizioni di luce e temperature siano adeguate a favorire lo sviluppo della pianta. Una volta che la radicazione è avvenuta le talee possono essere posizionate in vaso oppure nel terreno. L’oleandro necessita inoltre di periodica potatura: occorre intervenire in seguito alla fioritura, dimezzando i rami fioriferi e riducendo di circa 10 cm di lunghezza dalla base gli altri rami. Dal momento che l’oleandro presenta una crescita vigorosa, la potatura riveste particolare importanza e deve essere compiuta con altrettanta decisione, evitando di effettuarla nel periodo precedente la fioritura, quando invece potrebbero venire eliminati i rami già portatori di germogli.

Veleno e precauzioni

La vasta diffusione dell’oleandro, dunque, non si lega solamente alla relativa semplicità di coltivazione, ma anche al suo elevato potere decorativo. La coltivazione e la cura devono però essere accompagnate da una particolare attenzione, in quanto si tratta di una pianta velenosa. Le operazioni di potatura o di innaffiatura devono quindi essere effettuate tramite l’utilizzo di guanti, mentre occorre fare attenzione affinché i bambini non ingeriscano accidentalmente fiori o foglie. Un infuso contenente estratti di oleandro potrebbe infatti provocare aritmia cardiaca e, se il veleno viene ingerito in grandi quantità, causare il decesso. I glicosidi responsabili dell’aritmia sono contenuti in ogni parte della pianta: da qui la necessità di fare attenzione e lavorare rigorosamente con i guanti per ogni operazione. In caso di avvelenamento, è necessario contattare al più presto il più vicino centro antiveleno, per provvedere alla somministrazione di un antidoto che, se utilizzato in tempo e proporzionalmente alla quantità di veleno con il quale si è entrati a contatto, risolverà la situazione. Allo stesso modo, la tossicità della pianta può presentarsi anche utilizzandone il legno per creare un fuoco o cuocere alimenti alla griglia, in spazi aperti. Meglio evitare, inoltre, di utilizzare per qualsiasi scopo acqua che è stata a contatto con parti della pianta.

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Domande frequenti

  • L'oleandro è pericoloso per cani e bambini?
    Sì, l'oleandro è estremamente tossico per animali domestici e bambini. Tutte le sue parti contengono glicosidi cardiotossici che, se ingeriti, possono causare aritmie cardiache gravi e persino il decesso. È fondamentale tenere la pianta fuori dalla portata dei piccoli e degli animali, e usare sempre guanti durante le operazioni di manutenzione per evitare contatti cutanei con la linfa.
  • Quando e come si pota correttamente l'oleandro?
    La potatura va eseguita subito dopo la fine della fioritura. Poiché l'oleandro produce gemme fiorifere sui rami dell'anno precedente, tagliare prima della fioritura significherebbe asportare i boccioli. Accorciare i rami fioriferi della metà e gli altri di circa 10 cm dalla base favorisce una nuova crescita vigorosa e mantiene la pianta ordinata senza compromettere la prossima stagione floreale.
  • Si può fumare il legno di oleandro?
    Assolutamente no. Bruciare legna di oleandro è pericoloso perché i fumi rilasciano sostanze tossiche che possono essere inalate. Inoltre, cucinare alla griglia usando legni contaminati o vicini alla combustione espone al rischio di ingestione di residui velenosi. La tossicità rimane attiva anche dopo la combustione, pertanto il legno non deve mai essere usato per fuochi domestici o barbecue.
  • Come si moltiplica l'oleandro per talea?
    In estate, prelevare talee di germogli semimaturi lunghi 5-8 cm. Posizionarle in un cassone da moltiplicazione riempito con una miscela di torba e sabbia, mantenendo il substrato costantemente umido e la temperatura almeno a 15°C. In alternativa, si possono mettere in acqua fino alla radicazione, assicurandosi che luce e calore siano adeguati per stimolare lo sviluppo delle radici prima del trapianto.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dall'oleandro?
    L'oleandro non sopporta temperature inferiori a -5°C. Nelle zone dal clima più temperato o freddo, è necessario proteggerlo dal gelo intenso, eventualmente coprendolo o spostando le piante in vaso in ambienti protetti. Nelle aree mediterranee più miti, invece, cresce bene all'aperto, spesso naturalizzandosi vicino a corsi d'acqua dove il microclima è favorevole.

Scheda Tecnica

Nerium oleander

Nome scientificoNerium oleander
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia, naturalizzato nel Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoAdattabile, preferibilmente drenante
IrrigazioneAbbondante da aprile a ottobre; ridotta in inverno
FiorituraPrimavera-Estate (varia in base alla varietà)
AltezzaFino a 3-4 metri
ConcimazioneConcime granulare e sangue di bue ogni 15 giorni in primavera/estate
PotaturaDopo la fioritura, accorciare i rami fioriferi e quelli laterali di circa 10 cm
MoltiplicazioneSeme o talee estive (5-8 cm) in miscela torba/sabbia o acqua
Malattie e parassitiCocciniglie cotonose o brune
Difficoltà di coltivazioneFacile, ma richiede cautela per la tossicità

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