Pittosporo

Piante da giardino

Pittosporo

Con le sue foglie scuse e lucide e i delicati fiori bianchi, il pittosporo è molto diffuso per la realizzazione di siepi e recinzioni naturali

di Redazione

21 agosto 2013

Caratteristiche

Il pittosporo è una pianta arbustiva dall'aspetto caratteristico, originaria dell'Asia e dell'Australia, diffusa però ormai in tutto il mondo, soprattutto per la realizzazione di siepi e delimitatori naturali. Il vantaggio di questa pianta, che ne ha fatto una coltivazione conosciuta a livello mondiale, è nella facilità di coltivazione e nella grande capacità di adattamento ambientale che essa è in grado di garantire. Il pittosporo deriva il suo nome dalle caratteristiche estetiche che lo contraddistinguono: “pittosporo” deriva infatti da “pece” e “semi”, in quanto quest'ultimi si mostrano ricoperti di una sostanza oleosa. Le foglie sono spesse e lucide e crescono creando una fitta chioma, ideale per la delimitazione degli spazi in quanto in grado di schermare perfettamente la vista. Una seconda caratteristica della pianta è insita nei suoi fiori: a seconda della varietà, essi possono avere colore diverso, dal bianco al giallo, dal marrone al rosso, ma tutti sono accomunati dalle piccole dimensioni e dal profumo che ricorda quello dei fiori d'arancio: per questa ragione la pianta è nota anche come “Mock orange giapponese”. La pianta è sempreverde e lo sviluppo è rapido e rigoglioso: per questo, per il mantenimento è necessaria una periodica potatura.

Coltivazione

Il pittosporo necessita di luce e non teme il sole diretto, mentre invece è sensibile all'esposizione a temperature fredde e alle correnti: la disposizione ideale per questa pianta, quindi, è in una zona illuminata per diverse ore ma vicino a mura o comunque in una zona protetta, soprattutto in vista dell'inverno. A seconda della varietà, la tolleranza nei confronti delle temperature più basse sarà variabile, alcune non patiscono nemmeno la discesa sotto lo zero. Occorre fare attenzione, invece, con le annaffiature, che dovranno essere più abbondanti in estate e ridotte poi nel periodo invernale. Le annaffiature devono avvenire solo quando il terreno si è asciugato tra una e l'altra, per evitare i ristagni idrici: il pittosporo teme molto il terreno non ben drenante e l'umidità eccessiva stagnante, che può far marcire le radici e favorire lo sviluppo di patologie fungine.

Potatura e moltiplicazione

Dal momento che lo sviluppo del pittosporum è rigoglioso e la pianta tende a produrre abbondanti rami, la potatura è un'operazione importante non solo per garantirne un buona resa estetica alle piante di pittosporo, soprattutto se utilizzate come recinzioni naturali, ma anche per garantire una buona salute alla pianta. La potatura è indispensabile anche per la buona salute della pianta: essa permette anche alle fronde interne di essere raggiunte dalla luce e di essere esposte ad una corretta aerazione. Questo permetterà alla pianta di crescere, ma anche di essere sana e di poter quindi resistere meglio agli attacchi dei parassiti e di altri organismi infestanti. La potatura si effettua, solitamente, tra aprile e maggio, in vista di una nuova gettata di rami. Si attende invece l'estate inoltrata per la riproduzione più comune del pittosporo, ovvero quella per talea: il ramo prelevato deve essere messo in un composto di torba scura e sabbia, arricchita di funghicida preventivo, fino e ricoperta da plastica trasparente fino alla radicazione. Una volta avvenuta, la piantina potrà essere trasferita nel terreno ed esposta a luce ed annaffiature esattamente secondo quanto richiesto anche dalle piante adulte. Richiede invece tempi più lunghi la moltiplicazione per seme, che prevede prima la messa a dimora in un apposito contenitore in un ambiente con poca luce e temperatura costante, e solo quando la piantina sarà germogliata verrà posizionata nel terreno.

Parassiti e malattie

A fare la fortuna del pittosporo, in termini di diffusione, contribuisce anche la sua resistenza alle condizioni climatiche avverse e all'attacco di parassiti e organismi fungini di varia natura: si tratta di una pianta che solitamente non necessita di interventi preventivi, anche se non è del tutto immune a qualsiasi tipo di infestazione. I più comuni organismi che possono colpire il pittosporo sono la cocciniglia, il ragnetto rosso e gli afidi. La loro presenza è rivelata dalla comparsa di piccole macchie sulle pagine delle foglie, di colore chiaro o scuro a seconda della varietà infestante. In qualsiasi caso, è fondamentale provvedere all'eliminazione completa dei parassiti presenti, poiché nutrendosi della linfa essi sono in grado di portare alla morte la pianta. Se l'infestazione è ad uno stadio iniziale e in una zona limitata, è possibile provvedere all'eliminazione dei parassiti tramite un batuffolodi alcol imbevuto di cotone; in caso contrario sarà invece necessario provvedere all'uso di antiparassitari specifici, avendo cura di eliminare ogni traccia dell'infestazione, che potrebbe in caso contrario tornare a proliferare. Foglie ingiallite e che perdono tono e colore possono essere segno di sofferenza causata invece dalle condizioni di coltivazione: solitamente, in questi casi, il problema risiede nell'annaffiatura, che può essere troppo scarsa o troppo abbondante. In tal caso sarà sufficiente ripristinare le condizioni ottimali di coltivazione per poter vedere la pianta tornare a nuovo vigore.

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Domande frequenti

  • Qual è il miglior periodo per potare il pittosporo?
    La potatura del pittosporo si esegue generalmente tra aprile e maggio, in vista della nuova emissione di rametti. È un'operazione fondamentale non solo per mantenere la forma estetica, specialmente se usato come siepe, ma anche per la salute della pianta. Tagliando i rami in eccesso si favorisce l'ingresso della luce e l'aerazione delle fronde interne, riducendo il rischio di malattie fungine e attacchi parassitari. Evitare potature drastiche in periodi di forte freddo o siccità.
  • Come devo irrigare il pittosporo per evitare problemi?
    Le annaffiature devono essere abbondanti durante l'estate, ma solo quando il terreno si è completamente asciugato tra un intervento e l'altro. In inverno, le irrigazioni vanno drasticamente ridotte. Il nemico principale del pittosporo è il ristagno idrico: il terreno deve essere ben drenato. L'eccesso di umidità stagnante causa rapidamente la marcescenza delle radici e favorisce patologie fungine letali. Se le foglie ingialliscono, verifica subito l'equilibrio idrico: potrebbe esserci troppa o troppo poca acqua.
  • Quali parassiti attaccano comunemente il pittosporo?
    Sebbene sia una pianta resistente, il pittosporo può subire attacchi da cocciniglia, ragnetto rosso e afidi. La presenza di questi insetti è spesso segnalata dalla comparsa di piccole macchie chiare o scure sulle foglie, dovute alla loro alimentazione sulla linfa. Un'infestazione grave può portare alla morte della pianta. Per controlli iniziali localizzati, puoi rimuovere i parassiti manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol. In caso di infestazioni diffuse, sarà necessario intervenire con antiparassitari specifici.
  • È possibile moltiplicare il pittosporo per talea?
    Sì, la moltiplicazione per talea è il metodo più comune e veloce. Si effettua nell'estate inoltrata prelevando un ramo sano. La talea va inserita in un substrato misto a parti uguali di torba scura e sabbia, eventualmente trattata con un fungicida preventivo. Copri il vaso con plastica trasparente per creare un microclima umido fino alla radicazione. Una volta sviluppate le radici, la piantina può essere trapiantata nel terreno definitivo seguendo le stesse cure delle piante adulte. La moltiplicazione per seme richiede tempi molto più lunghi.
  • Dove posizionare il pittosporo in giardino?
    Il pittosporo ama la luce e sopporta bene il sole diretto, ma è sensibile al freddo e alle correnti d'aria fredda. La posizione ideale è quindi in una zona ben illuminata per diverse ore, ma riparata, ad esempio vicino a muri o siepi esistenti che fungano da barriera contro il vento invernale. Alcune varietà sono più rustiche e tollerano temperature sotto lo zero, ma in generale una protezione invernale garantisce una crescita rigogliosa e una migliore resistenza alle avversità climatiche.

Scheda Tecnica

Pittosporum

Nome scientificoPittosporum
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia e Australia
EsposizioneSole o mezz'ombra, riparata dai venti freddi
Temperatura minimaVariabile in base alla specie, alcune tollerano il gelo
TerrenoBen drenato, fertile, non umido stagnante
IrrigazioneAbbondante in estate, ridotta in inverno; solo a terreno asciutto
FiorituraPrimaverile, fiori piccoli profumati (bianco/giallo/rosso)
PotaturaAprile-maggio per forma e salute
MoltiplicazioneTalea estiva (torba/sabbia) o seme (lento)
Malattie e parassitiCocciniglia, ragnetto rosso, afidi; marcescenza radicale da ristagno
Difficoltà di coltivazioneFacile, adattabile e resistente

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