Salix alba

Alberi Latifolie

Salice bianco

Scopriamo insieme le caratteristiche di questa pianta dai mille usi e di grande bellezza, adatta a contesti informali o meno, in parchi e giardini di grandi e medie dimensioni.

di Redazione

18 maggio 2011

Generalità

Il Salice bianco (Salix alba) appartiene alla famiglia delle Salicaceae e deve probabilmente il suo nome alle parole celtiche “Sal lis” ovvero “presso l’acqua” e al fatto che visto da lontano, quando la sua chioma si agita al vento, appare bianco. E’ un albero alto fino a 30 metri nel migliore dei casi, di solito non supera i 25 m, con chioma aperta, ampia e leggera. I rami sono eretti e i ramoscelli sottili, flessibili, dalla corteccia che va da verde-rossastra a bruno-rossastra. Il tronco è dritto, con diametro fino a 60 cm e corteccia grigia che si screpola molto presto fino a diventare cordonata a maturità. A volte il tronco è biforcato. Le foglie finemente seghettate e caduche, hanno il picciolo di circa 1 cm e sono lanceolato-acuminate, con l’apice leggermente asimmetrico. Lunghe 5-10 cm e larghe 1-2 cm, sono pelose su ambo le pagine da giovani, mentre a maturità la peluria argentea si mantiene solo sulla pagina inferiore, parallelamente alla nervatura centrale, mentre la pagina superiore diventa più lucida e liscia o al massimo leggermente pelosa. La pianta è dioica e la fioritura avviene tra marzo e aprile. Gli amenti maschili sono lunghi fino a 7 cm e hanno due stami con antere gialle, quelli femminili invece sono peduncolati, più esili di quelli maschili e di colore verde, con l’ovario allungato. L’impollinazione è anemofila, e il polline mediamente allergenico. I frutti sono capsule glabre e oblunghe, sub sessili, che poi si aprono in due valve per liberare i semi cotonosi a forma di bastoncino sormontato da lunghi peli candidi chiamati pappo. Il Salice bianco si ibrida molto facilmente con il Salix fragilis, che ha foglie giovani vischiose, e più raramente con Salix triandra e Salix pentandra (il Salice da ceste e il Salice odoroso rispettivamente). Esiste una sottospecie di Salice bianco, il Salix alba vitellina, che non è naturalizzata bensì coltivata e capitozzata per la produzione dei giovani getti con la corteccia giallo dorata. Come tutti i salici, anche il Salice bianco si accresce molto rapidamente, ma purtroppo non è molto longevo.

Clima e terreno

Il Salice bianco è naturalizzato in tutta Italia, da 0 a 1200 metri sul livello del mare, anche se eccezionalmente si possono trovare esemplari fino a 1500 metri. Tipico dei suoli alluvionali tollera periodiche esondazioni e predilige un terreno sciolto, sabbioso o limoso, ma in ogni caso umido dato che abbisogna di precipitazioni annue di circa 900-1000 mm in media. E’ molto diffuso lungo le rive dei fiumi in pianura. Tollera temperature invernali medie non inferiori a -2°C.

Impianto

La propagazione avviene per talee che possono essere di 20-30 cm nel caso in cui si voglia ottenere il cosiddetto “ceduo da vimini”, mentre talee di un metro sono utilizzate per alberature o se si vogliono rinsaldare sponde fluviali o scarpate. La distanza d’impianto varia da 6-7 metri per le alberature, a 1 m (con talee la cui base viene tagliata a becco di luccio) o anche meno per ottenere viminate o comunque impianti protettivi della stabilità di pendici di vario genere. Il terreno va preparato prima dell’impianto, fino a 60 cm di profondità. La piantumazione ideale avviene in autunno, ma può dare buoni risultati anche in primavera.

Tecniche di coltivazione

Il salice bianco se lasciato crescere indisturbato può essere impiegato in parchi di ampie dimensioni, meglio se in prossimità di stagni o laghetti. Il colore della sua chioma argentea mossa dal vento può fare da sfondo a contrasto a alberature meno imponenti e di diverso colore sia in contesti ordinati che in giardini rustici orientati a un approccio più informale o naturalistico. In quest’ultimo caso è da segnalare che il Salice bianco è una delle specie più utili per il riparo e il sostentamento della cosiddetta fauna minore (uccelli, anfibi, rettili e soprattutto insetti). Data la rapidità del suo accrescimento è opportuno offrire alla pianta una concimazione adeguata, utilizzando dello stallatico maturo soprattutto in caso di capitozzatura o tagli ancor più radicali. A questo proposito va specificato che una pianta capitozzata o ceduata non raggiungerà mai un’altezza di dieci metri, considerando che in una stagione vegetativa arriverà al massimo a 2 o 3 metri, il che renderà il Salice bianco accessibile anche a chi non possiede un giardino di dimensioni esagerate. Le piante allevate per il colore dei giovani getti si abbinano bene a Erica carnea, Erica erigena e vari Cornus da ramo e Prunus davidiana, giocando a contrasto coi colori, per creare bordure miste con effetti spettacolari in pieno inveno.

Parassiti

Il Salice bianco è sensibile all’attacco degli ascomiceti che provocano l’oidio, che ricopre con un feltro biancastro le foglie. Un altro ascomicete, Rhytisma salicinum, provoca macchie nerastre sulle foglie con conseguente caduta delle stesse. Lepidotteri diurni e notturni allo stadio larvale possono cibarsi delle foglie in modo massiccio.

Caratteristiche del legno

Il legno è ottimo per la produzione di carbone, cassette da imballaggio truciolati e cellulosa.

Varietà

Oltre alla già citata sottospecie Vitellina a rami giallo oro, esistono altre varietà di Salice bianco selezionate per il colore dei rami più giovani. Da notare che per mantenere un numero elevato di rami del colore selezionato, la pianta va capitozzata o addirittura ceduata (tagliata a terra) ogni anno. Salix alba “Chermesina” con rami giovani con la corteccia giallo rossi. E’ alto circa 7 m, se non viene tagliato ogni anno, e molto vigoroso. Salix alba “Britizensis” albero piccolo e conico, alto circa 6 m se non viene tagliato, giovani rami rosso arancio che contrastano con le foglie verdi. Spettacolare in inverno, specialmente se associato ad altri salici come il Salice da vimini o ai Cornus da ramo. Salix alba “sericea” con foglie argentate e chiare su entrambi i lati. Arriva a 10 m, a meno che non venga capitozzato o tagliato raso terra.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il Salice bianco?
    L'impianto ideale del Salice bianco avviene in autunno, sfruttando il periodo di riposo vegetativo. Tuttavia, la pianta mostra una notevole adattabilità e può essere messa a dimora con ottimi risultati anche in primavera. Prima della piantumazione, è fondamentale preparare il terreno scavando una buca profonda almeno 60 cm. Questa preparazione assicura che le radici abbiano spazio sufficiente per attecchire rapidamente, specialmente considerando la natura rapida di crescita della specie e la necessità di un suolo ben drenato ma costantemente umido.
  • Quanto cresce velocemente il Salice bianco e quanto vive?
    Il Salice bianco è noto per la sua straordinaria velocità di accrescimento, capace di produrre nuovi getti di 2-3 metri in una singola stagione vegetativa se non limitato. Nonostante questa crescita vigorosa, la pianta non è particolarmente longeva rispetto ad altre latifoglie monumentali. La sua aspettativa di vita è relativamente breve, quindi va considerata una specie a ciclo medio-lungo piuttosto che millenaria. Questo aspetto va tenuto presente nella progettazione del giardino, poiché la sostituzione o il rinnovo degli esemplari potrebbe essere necessario dopo qualche decennio.
  • Come si gestisce il Salice bianco in giardini piccoli?
    In spazi limitati, il Salice bianco può essere gestito efficacemente tramite capitozzatura o ceduatura (taglio netto a livello del suolo). Queste pratiche drastiche impediscono alla pianta di raggiungere le sue dimensioni naturali (fino a 25-30 metri), mantenendola sotto i 10 metri e spesso molto più bassa. Ogni anno la pianta emetterà nuovi getti vigorosi. Questa tecnica è essenziale anche per valorizzare le varietà ornamentali selezionate per il colore dei rametti giovani, che mostrano le loro tonalità più intense sui nuovi accrescimenti annuali.
  • Il Salice bianco è adatto per terreni allagati o vicino all'acqua?
    Sì, il Salice bianco è eccellente per zone umide, rive fluviali e aree soggette a periodiche esondazioni. È una specie tipica dei suoli alluvionali e tollera perfettamente l'eccesso di acqua nel terreno, richiedendo anzi precipitazioni annue elevate (circa 900-1000 mm). La sua capacità di stabilizzare le sponde e resistere alle inondazioni lo rende ideale per il ripristino ambientale o per giardini con stagni e laghetti, purché il substrato sia sciolto, sabbioso o limoso e non compatto.
  • Quali problemi fitosanitari colpiscono il Salice bianco?
    Le principali criticità riguardano funghi ascomiceti e insetti defogliatori. L'oidio è comune, manifestandosi come un feltro biancastro sulle foglie. Un'altra patologia significativa è causata da Rhytisma salicinum, che provoca macchie nere sulle foglie portando spesso alla loro caduta prematura. Inoltre, le larve di lepidotteri (farfalle e falene) possono attaccare la chioma in modo massiccio, consumando le foglie. Non ci sono parassiti specifici menzionati per il legno, ma la salute generale della pianta dipende dalla gestione di questi attacchi fogliari e fungini.

Scheda Tecnica

Salix alba

Nome scientificoSalix alba
FamigliaSalicaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineNaturalizzato in Italia (regioni paleartiche)
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, sabbioso, limoso, umido
IrrigazioneAbbondante, tollera esondazioni
FiorituraMarzo-Aprile
AltezzaFino a 25-30 metri
ConcimazioneStallatico maturo, specialmente dopo potature
PotaturaCapitozzatura o ceduatura annuale per varietà ornamentali
MoltiplicazioneTalee legnose (autunno/primavera)
Malattie e parassitiOidio, Rhytisma salicinum, larve di lepidotteri
Difficoltà di coltivazioneFacile

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