Pianta di Corniolo

Frutti Minori

Corniolo - Cornus mas

In questo articolo si descrivono le esigenze pedoclimatiche, le caratteristiche e l’utilizzo dei frutti e le pratiche colturali del corniolo.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il corniolo appartiene alla famiglia delle Cornacee, al genere Corpus ed alla specie mas. È un albero ad accrescimento lento con una forte attitudine pollonifera, in grado di raggiungere un’altezza di 10 m se si trova nelle situazioni migliori, oppure diventa un arbusto alto 3-5 m. Il tronco ha un andamento contorto, con la corteccia di colore grigio chiaro, mentre i rami sono verdi, con delle sfumature rosse se illuminati a lungo dal sole. Le branche presentano numerose ramificazioni e quelli basali si possono sviluppare dal fusto ad un’altezza di 30-40 cm dal terreno. Le foglie sono caduche, ovali, di medie dimensioni (lunghezza massima 6-7 cm), intere, opposte, leggermente pelose, appuntite, di color verde scuro, mentre in autunno, prima di cadere, assumono una colorazione giallo-rossa. I fiori sono ermafroditi, di colore giallo, di piccole dimensioni e riuniti in appariscenti infiorescenze a forma di ombrello. La fioritura si verifica nei mesi di febbraio-marzo, prima dell’emissione delle foglie; è una specie autofertile ad impollinazione entomofila.

I frutti ed il loro utilizzo

I frutti sono delle drupe a forma ellittica, simili ad un'oliva per le sue dimensioni e sono chiamate corniole. Presentano una buccia di colore giallo arancio, la quale tende ha divenire rossa con la maturazione. La polpa è deliquescente, anche a frutto maturo conserva un sapore acidulo ed è ricca di tannini, zuccheri e mucillagini; il nocciolo ha una consistenza cornea e dura. Il frutto del corniolo non è molto conosciuto ai tempi odierni; se ne trova qualche pianta nelle campagne, che ormai sono poco frequentate dalla maggior parte della gente. In passato la corniola veniva impiegata soprattutto per preparare confetture a livello famigliare. La corniola era anche utilizzata nella preparazione delle “olive di corniole”; i frutti maturi venivano messi in acqua e sale, con lo stesso procedimento utilizzato per la conservazione delle olive. Dal loro seme si ottiene un olio usato in saponeria. Le cultivar più diffuse nel nostro Paese sono Golden Glory, Variegata, Aurea ed Elegant. Le drupe, oltre che il per consumo diretto e la conservazione in salamoia, hanno un impiego farmaceutico, essendo dotate di proprietà antidiarroiche oppure possono servire per ottenere un particolare tipo di sidro.

Clima e terreno

Il corniolo preferisce climi temperati, non teme le alte temperature estive ed i freddi invernali, nel caso di temperature molto basse si può ricoprire il colletto con del materiale vegetale pacciamante; è sensibile alle gelate primaverili a causa della precoce fioritura. Può essere coltivato sia in pianura che in collina, fino ad un’altitudine di 1000 m; preferisce esposizioni soleggiate, ma nel caso di temperature estive troppo elevate è bene scegliere zone semi-ombreggiate o anche esposte a nord. Il corniolo è una specie originaria dell’Europa sud-orientale e dell’Asia occidentale, allo stato naturale si trova nelle radure e ai margini dei boschi di latifoglie, sia in pianura sia in media montagna. In fatto di terreno è una pianta molto adattabile, infatti cresce bene su suoli aridi e sassosi pur prediligendo quelli sciolti, ben drenati, moderatamente calcarei e con una buona dotazione di sostanza organica, mentre rifugge i terreni troppo umidi e compatti.

Tecniche di coltivazione

Il corniolo si può propagare per seme, per talea semilegnosa, che però fatica ad emettere radici, e per polloni radicati, sfruttando la forte attitudine pollonifera della specie. Le piante ottenute da seme sono caratterizzate da un ottimo ancoraggio al suolo, da una lenta messa a frutto e da una forte eterogeneità. I semenzali di almeno due anni di età vengono messi a dimora, l’anno successivo all’impianto si effettua l’innesto in campo con materiale proveniente da piante di buone caratteristiche. Viene allevato a forma libera adottando sesti d’impianto di 4-5 X 5 m. In fase di allevamento la potatura consiste nella predisposizione di fusto e branche; una volta entrata in produzione gli interventi sono limitati in quanto il corniolo fruttifica prevalentemente sui dardi di 2-3 anni e consistono nell’asportazione delle formazioni fruttifere esaurite e degli eventuali polloni. La concimazione viene effettuata interrando vicino alle piante del concime organico a fine inverno; il corniolo si irriga da marzo a settembre nell’anno della messa a dimora, mentre dopo qualche le piante si accontentano delle piogge in quanto abbastanza resistenti alla siccità. Le corniole maturano nei mesi di luglio e agosto, la raccolta si effettua manualmente.

Utilizzo della pianta

Il corniolo è una pianta che può essere utilizzata a scopo ornamentale in parchi e giardini per la fioritura precoce ed il colore dei frutti. Il legno è molto duro e serve a svariati usi; nell’antichità si utilizzava parecchio per la fabbricare i raggi delle ruote ed i manici degli attrezzi agricoli. Gli antichi Persiani, i Greci ed i Romani utilizzavano il legno del corniolo per fabbricare armi come le aste di giavellotti, le lance e le frecce.

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Domande frequenti

  • Quando fiorisce il corniolo e quali rischi comporta?
    Il corniolo (Cornus mas) presenta una fioritura molto precoce, generalmente tra febbraio e marzo, prima ancora dell'emissione delle foglie. Questa caratteristica lo rende particolarmente prezioso per l'impollinazione precoce, attirando api e insetti utili. Tuttavia, la precocità rappresenta un rischio significativo: le delicate infiorescenze gialle sono vulnerabili alle gelate tardive primaverili. Un improvviso calo termico durante il periodo di fioritura può danneggiare i fiori, compromettendo drasticamente la successiva produzione di frutti. Pertanto, in zone soggette a bruschi cambi di temperatura, è consigliabile proteggere le piante giovani o valutare l'esposizione.
  • Come si raccolgono e conservano le corniole?
    La raccolta delle corniole avviene manualmente tra luglio e agosto, quando i frutti raggiungono il colore rosso-aranciato. Essendo drupe dalla polpa deliquescente e dal sapore acidulo ricco di tannini, raramente vengono consumate fresche crude da sole. La conservazione tradizionale prevede due metodi principali: la preparazione di confetture domestiche o la conservazione in salamoia, simile a quella delle olive (le cosiddette "olive di corniole"), dove i frutti maturi vengono immersi in acqua e sale. Questo processo ne mitiga l'acidità e li rende commestibili. Inoltre, dai semi si estrae un olio utilizzato in saponeria.
  • Quali sono le cure colturali necessarie per il corniolo?
    Il corniolo è una pianta rustica e adattabile, ma richiede alcune attenzioni. Per la crescita ottimale, predilige posizioni soleggiate, anche se in estate torrida tollera la mezz'ombra. Il terreno deve essere ben drenato, evitando assolutamente ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. La concimazione si esegue interrando letame o compost a fine inverno. L'irrigazione è fondamentale solo nel primo anno dall'impianto (da marzo a settembre); successivamente, la pianta adulta mostra una buona resistenza alla siccità e sopravvive grazie alle precipitazioni naturali. La potatura è minima, limitata alla rimozione dei polloni e dei rami fruttiferi esauriti.
  • A cosa serve il legno di corniolo?
    Il legno del corniolo è noto per la sua eccezionale durezza, compattezza e resistenza all'usura. Storicamente, civiltà come quelle persiana, greca e romana lo utilizzavano per fabbricare armi da lancio (aste di giavellotto, lance) e frecce grazie alla sua elasticità e robustezza. Nell'artigianato moderno e tradizionale, il suo impiego principale riguarda la tornitura e la realizzazione di manici per attrezzi agricoli, raggi per ruote antiche, oggetti decorativi e strumenti musicali. La sua densità lo rende inoltre adatto per piccoli lavori di intaglio di precisione.
  • Esistono varietà ornamentali di corniolo oltre a quella fruttifera?
    Sì, oltre alla specie tipica coltivata per i frutti, esistono diverse cultivar selezionate principalmente per il valore ornamentale. Tra le più diffuse troviamo 'Golden Glory', apprezzata per il fogliame variegato; 'Variegata' e 'Aurea', che offrono interessanti sfumature cromatiche alle foglie; ed 'Elegant'. Queste varietà mantengono le stesse esigenze colturali della specie madre (sole, terreno drenato) ma sono spesso preferite nei giardini per abbellire spazi esterni grazie alla fioritura precoce e al colore autunnale del fogliame, anche se la produzione di frutti potrebbe essere meno abbondante rispetto alle piante da frutto.

Scheda Tecnica

Cornus mas

Nome scientificoCornus mas
FamigliaCornacee
Tipo di piantaAlbero o arbusto deciduo
OrigineEuropa sud-orientale e Asia occidentale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoSciolti, ben drenati, moderatamente calcarei, ricchi di sostanza organica
IrrigazioneModerata, necessaria solo nel primo anno e in caso di siccità prolungata
FiorituraFebbraio-Marzo (precoce, prima delle foglie)
AltezzaFino a 10 metri
ConcimazioneConcime organico interrato a fine inverno
PotaturaLeggera, asportazione rami esauriti e polloni
MoltiplicazioneSeme, polloni radicati, innesto (la talea è difficile)
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a gelate tardive su fiori precoci
Difficoltà di coltivazioneBassa (pianta rustica e adattabile)

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