bacche Mirtillo

Piccoli Frutti

Mirtillo - Vaccinum spp.

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le cultivar, le cure colturali e le operazioni di raccolta del mirtillo.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il mirtillo appartiene alla famiglia delle Ericacee ed al genere Vaccinum; le specie più importanti sono: il mirtillo nero (Vaccinum myrtillus), il mirtillo rosso europeo (Vaccinum vitis idaea), il mirtillo gigante o blueberry (V. corymbosum), specie originaria degli Stati Uniti ed è la più coltivata, il mirtillo rosso americano o cranberry (V. macrocarpon). I mirtilli nero e rosso europeo sono piccoli cespugli, alti 30-40 cm, costituiti da fusti sottili ben ramificati, da piccole foglioline ovali o ellittiche e da fiori solitari bianchi o rosati che fioriscono scalarmente. Il frutto è una piccola bacca rotondeggiante che si presenta singola o a coppie, ha una buccia di colore variabile dal rosso al blu-violaceo al nero a seconda della specie ed una polpa succosa. Il mirtillo gigante è un arbusto cespuglioso, molto longevo e pollonifero, a portamento eretto. Le foglie sono medio-grandi, lunghe 10 cm, con apice appuntito e margini lievemente dentellati. L’apparato ra¬dicale è superficiale ed espanso, con radici molto fini colonizzate nel terreno dalle micorrizze; le gemme a fiore si differenziano in estate sui germogli dell’anno. I fiori, riuniti in infiorescenze, si aprono nella primavera successiva, sono campanulacei e bianco-rosati. Il frutto è una bacca glo¬bosa, un po’ appiattita con una pronunciata cavità calicina, di grosse dimensioni (fino a 2 cm), di colore variabile dall’azzurro al blu nerastro, di sapore ed aroma gradevoli. Entrambe le specie di mirtillo rosso sono sempreverdi; quello americano è una pianta a portamento strisciante che forma una fittissima vegetazione tappezzante con piccoli germogli fruttiferi che portano le bacche rosse. La propagazione del mirtillo gigante è per talea legnosa o erbacea, mentre per quello rosso americano è per pezzi di tralcio interrati.

Clima e terreno

Il mirtillo nero cresce spontaneo nei boschi alpini ed appenninici fino a 2300 metri di quota. Il mirtillo gigante necessita di temperature invernali molto rigide e di estati fresche (fino a -30 °C), però non si coltiva oltre gli 800 m di quota perché deve lignificare entro l’autunno; può essere messo a dimora in pieno sole, o preferibilmente a mezz'ombra, soprattutto nei luoghi con estati calde. Il mirtillo gigante predilige terreni leggeri, anche se tollera alti livelli di argilla, ricchi di sostanza organica (almeno 5-10%) ma soprattutto privi di calcare e molto acidi, con pH compreso fra 4 e 5,5, almeno nei primi 25-30 cm di suolo. Terreni con pH superiori a 6,5 necessitano dell’incorporazione di torba acida, aghi di pino o segatura. Il mirtillo rosso europeo si coltiva soprattutto in Germania, le sue esigenze in fatto di clima e terreno sono molto simili a quelle del mirtillo gigante; cresce allo stato spontaneo nei Paesi Scandinavi e del nord Europa.

Varietà

Le cultivar di mirtillo gigante si distinguono in base all’epoca di maturazione: quelle precoci cominciano a maturare a fine giugno, mentre le tardive arrivano a metà settembre. Le varietà più importanti, dalle più precoci alle più tardive sono: Duke, Berkeley, Bluecrop, Legacy, Coville, Ozarkblue, Brigitta Blue, Elizabeth e Lateblue. Le caratteristiche della cavità calicina forniscono un buon elemento di identificazione delle cultivar.

Tecniche di coltivazione

L’impianto viene effettuato in autunno o in primavera, la piante possono essere allevate a filari, in questo caso necessitano di impalcature di sostegno come pali e fili, ed a cespuglio isolato utilizzando un tutore per ogni pianta. Le distanze d’impianto sulla fila, ove si esegue la pacciamatura per evitare lo sviluppo di erbe infestanti, variano da 1,2 ad 1,5 m, mentre tra le file occorrono 2-3 m; per il mirtillo rosso europeo i sesti sono 1 X 0,25-0,30 m. Mediante la potatura di allevamento si ottengono dei cespugli vigorosi e ben formati, con branche primarie aventi una durata di 4-5 anni. Con la potatura invernale vanno eliminati i polloni nuovi poco vigorosi lasciandone uno o due ben disposti, sulla branca più vecchia si eseguono dei tagli di ritorno fino ai rametti più vigorosi. Nel corso degli anni si provvederà ad asportare le branche danneggiate o troppo vecchie, cercando sempre di rinnovare la pianta; si eliminano i rami interni, lasciando per la produzione i rametti migliori lunghi 20-30 cm. In primavera vanno asportati i rami che possono toccare terra. Il cranberry non tollera gli inverni rigidi, per cui in inverno si ricorre all’allagamento per proteggere la vegetazione mediante uno strato di ghiaccio, oppure si effettua l’irrigazione antibrina soprachioma. Dal punto di vista dei parassiti si interviene soltanto contro la muffa grigia, che causa marciume sui frutti durante la fase di maturazione.

Concimazione ed irrigazione

Per quanto riguarda la concimazione eccessi di azoto provocano una scarsa lignificazione dei polloni che non sopporterebbero i freddi invernali. La somministrazione di azoto si aggira intorno ai 30-50 kg/ha e va frazionata in 3-4 volte tra il risveglio vegetativo e la fine della primavera. Il potassio viene distribuito a fine inverno ad una dose di 80-100 kg/ha, mentre il fosforo si apporta saltuariamente con le concimazioni autunnali. Il mirtillo necessita dell’irrigazione viste le radici superficiali, se effettuata nel periodo compreso tra l’ingrossamento dei frutti e la maturazione assicura produzioni elevate; è importante che non avvengano ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali.

Raccolta

Nel caso di piccoli impianti vicino ai boschi i mirtilli, a maturazione, possono essere preda di uccelli come gli storni, per cui conviene munirsi di reti di protezione, che svolgono anche una funzione antigrandine. Il mirtillo rosso europeo matura a settembre, dopo quello gigante. La raccolta è scalare e si protrae per oltre un mese, essa è prevalentemente manuale, data la delicatezza dei frutti, oppure tramite l’utilizzo di strumenti a pettine. Il cranberry si raccoglie meccanicamente sia in asciutta che in condizioni di allagamento perché le bacche galleggiano sull’acqua, esse hanno un sapore astringente quindi non si prestano al consumo fresco. I frutti del mirtillo nero vengono consumati freschi, tal quali o conditi con zucchero e limone oppure miscelati con altra frutta per preparare macedonie. Il mirtillo rosso si impiega per la preparazione di marmellate e conserve.

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Domande frequenti

  • Qual è il pH ideale del terreno per coltivare il mirtillo?
    Il mirtillo richiede assolutamente terreni acidi, con un pH compreso tra 4 e 5,5. Questa esigenza è critica specialmente per il mirtillo gigante (blueberry), che soffre gravemente in presenza di calcare. Se il terreno del vostro giardino ha un pH superiore a 6,5, dovete correggerlo incorporando torba acida, aghi di pino o segatura prima dell'impianto. Senza questa acidificazione, la pianta non assorbirà correttamente i nutrienti, manifestando clorosi e arresto della crescita.
  • Quante ore di sole servono al mirtillo per fruttificare bene?
    Il mirtillo gigante predilige posizioni in pieno sole per garantire una corretta maturazione dei frutti e la lignificazione dei rami. Tuttavia, nelle regioni caratterizzate da estati particolarmente calde e secche, è consigliabile posizionarlo a mezz'ombra. L'esposizione diretta al sole cocente potrebbe stressare la pianta e bruciare i frutti. Il mirtillo nero e rosso europeo, essendo originario di ambienti forestali o nordici, tollerano bene anche ombre più pronunciate, purché non siano eccessivamente dense.
  • Come si pota il mirtillo gigante per avere raccolti abbondanti?
    La potatura del mirtillo gigante si esegue principalmente in inverno. L'obiettivo è rinnovare la pianta eliminando i rami vecchi, danneggiati o malati. Bisogna rimuovere i polloni basali deboli, lasciandone solo uno o due ben disposti. Sugli alberi principali, effettuate tagli di ritorno verso i rametti più vigorosi. Eliminate i rami interni per aerare la chioma e lasciate solo i getti laterali sani lunghi circa 20-30 cm, poiché sono quelli che porteranno i fiori e i frutti nell'annata successiva.
  • Il mirtillo rosso americano (cranberry) si mangia fresco?
    No, il cranberry (Vaccinium macrocarpon) ha un sapore estremamente astringente e amaro, quindi non è adatto al consumo fresco. Viene raccolto meccanicamente, spesso in condizioni di allagamento dei campi, e utilizzato esclusivamente per la produzione industriale di succhi, marmellate, salse e integratori alimentari. A differenza del blueberry o del mirtillo nero europeo, non è destinato alla vendita come frutto fresco per l'orto domestico.
  • Quando e come raccogliere i frutti del mirtillo?
    La raccolta del mirtillo gigante è scalare e dura da fine giugno a settembre, a seconda della varietà. I frutti vanno colti manualmente con molta cura per non danneggiare la delicatea bacca e preservare la pruina bianca naturale (segno di freschezza). Si consiglia di usare piccoli rastrelli a pettine per le piante grandi. Proteggetevi dagli uccelli con reti anti-uccelli, utili anche contro la grandine. Il mirtillo rosso europeo matura invece a settembre, mentre il nero selvatico in estate.

Scheda Tecnica

Vaccinium spp.

Nome scientificoVaccinium spp.
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto cespuglioso o strisciante
OrigineEuropa (specie autoctone), Nord America (Blueberry)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra (preferibile nelle zone calde)
TerrenoAcido (pH 4-5,5), ricco di sostanza organica, privo di calcare, leggero ma tollerante argilla
IrrigazioneFrequente e regolare, evitando ristagni idrici; radici superficiali
FiorituraPrimavera (gennaio-aprile a seconda della latitudine/specie)
Altezza30-40 cm (m. nero/rosso europe); 1-2+ m (m. gigante/blueberry)
ConcimazioneAzoto 30-50 kg/ha (frazionato), Potassio 80-100 kg/ha (fine inverno), Fosforo autunnale
PotaturaInvernale: eliminare polloni deboli, rami vecchi/danneggiati e interni; lasciare rametti produttivi di 20-30 cm
MoltiplicazioneTalee legnose o erbacee (V. corymbosum); tralcio interrato (cranberry)
Malattie e parassitiMuffa grigia (Botrytis), marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia (esigente su pH e drenaggio)

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